Trasformare i residui della viticoltura in un ammendante di alta qualità grazie ai lombrichi. E stato questo l’obiettivo di uno studio condotto dal Centre for the Research and Technology of Agro-Environmental and Biological Sciences (CITAB) dell’università portoghese di Trás-os-Montes and Alto Douroo e pubblicato su Agronomy (2025), che offre spunti preziosi anche per chi, come Lombricoltura Bella Farnia, lavora per dare nuova vita alla sostanza organica.
Le differenze tra grappoli e potature
La produzione di vino genera grandi quantità di sottoprodotti – potature della vite e grappoli d’uva marci – che spesso finiscono in discarica o vengono bruciati, con conseguenze ambientali rilevanti. La ricerca ha messo a confronto le due specie di lombrichi che alleviamo nella nostra azienda, Eisenia Fetida e Eisenia Andrei, per valutare la loro capacità di trasformare questi residui in vermicompost stabile e nutriente. Nell’esperimento sono state utilizzati potature di vite e grappoli marci, mescolati a fibra di cocco. I grappoli marci hanno dato compost più ricco di fosforo, potassio e boro, ma anche con conducibilità elettrica più elevata: un vantaggio in termini nutritivi, ma con possibili effetti salini sulle giovani piante. Le potature hanno prodotto un compost più “delicato”, con minore salinità e maggiore capacità di stimolare la germinazione di semi di crescione e lattuga.
Con l’Eisenia Fetida più potassio, calcio e magnesio
L’Eisenia Fetida si è distinta per un vermicompost con più potassio, calcio e magnesio e una fitotossicità più bassa rispetto a E. Andrei. In entrambi i casi, il contenuto di polifenoli – potenzialmente fitotossici – si è ridotto sensibilmente.Lo studio conferma che la scelta del materiale di partenza è cruciale: i grappoli d’uva marci possono arricchire il compost di nutrienti, ma richiedono attenzione alla salinità; le potature, più lente a degradarsi, danno un prodotto più sicuro per l’avvio della germinazione.
Eisenia Fetida, tra le due specie impiegate, è quella più versatile e capace di ridurre la fitotossicità, un dato utile per chi gestisce impianti di vermicompostaggio professionali.
Verso un’economia circolare
Questa ricerca rafforza il messaggio che la lombricoltura non è solo un metodo di smaltimento, ma un pilastro dell’economia circolare in agricoltura, trasformando scarti difficili da gestire in un ammendante di qualità che restituisce fertilità al suolo e riduce l’impatto ambientale.
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